European workers compact


#1

Laura Fiocco
Uno degli strumenti operativi del programma sul lavoro “in beta full” si chiama…trilateral commission. (e non si capisce a cosa serve).
È una svista?
È ignoranza?
O è voluto?

Qualcuno ci ha venduto sul mercato globale delle merci?
(Può essere una svista prodotta dalla memoria di un nome conosciuto, ma mi sembra strano che possa essere solo ignoranza del significato di quel nome).

Philip Rogosky Scelta un po’ infelice, effettivamente, data quell’assonanza (sicuramente non intenzionale) - possibile ci si sia ispirato, anziché a quella di Rockefeller, invece a quella russa

Laura FioccoQuella Russa rispecchia quella italiana, ed entrambe sono tipiche della fase post bellica: le organizzazioni delle due forze sociali (lavoratori e datori di lavoro) nella loro veste di portatori di interessi opposti e riconosciuti giuridicamente come parti contrattuali, con il governo nella funzione di arbitro-mediatore.

In quella di Diem sono sparite le organizzazioni sindacali di entrambe le parti.
Il che significa:

  • non riconoscere l’opposizione di interessi tra parti sociali;
  • e quindi, porre i singoli lavoratori in balia del potere contrattuale dei singoli datori di lavoro.
    A questo punto sparisce la funzione di mediazione “tra le parti” nella contrattazione. Che ci sta a fare il terzo soggetto?

Nel programma di Diem il terzo soggetto è un organismo ( non ricordo il nome, una sorta di ispettorato) che ha la funzione generale di controllo che le leggi sul lavoro siano applicate. E in quanto tale dovrebbe essere “neutrale”, cioè essere giudice.
Riassumendo:

  • non ci sono parti sociali;
  • non ci sono contratti collettivi;
  • il contratto aziendale lo impone l’azienda;
  • le leggi quadro sul lavoro le fa il parlamento;
  • i lavoratori lavorano;
  • e se proprio non sono felici possono rivolgersi alla trilaterale (uno alla volta? Tutti insieme? Boh)
    Questa mi sembra proprio il sogno realizzato della Trilateral Commission di Rockfeĺler (e di Agnelli) più che la trilaterale russa.

Qualcosa non quadra.
(Ancora sembra che nessuno se ne sia accorto, ma quel nome farà scattare l’attenzione di tutta la sinistra su quel passaggio del programma, che è decisamente insostenibile).


#2

Va riconosciuta ai lavoratori europei la possibilità di organizzarsi liberamente in sindacati. Va altresì riconosciuta la valenza giuridica dei sindacati a livello europeo; inoltre il sindacato garantisce la tutela del singolo lavoratore in quanto soggetto giuridicamente debole nei confronti del datore di lavoro


#3

Relativamente all’affermazione di voler limitare i bonus aziendali e vietare le stock options due considerazioni:

  1. “limitare”, benché di significato diverso, ricorda “vietare” e ha il sapore di interventismo para-comunista difficilmente digeribile a molti, al mio avviso va quindi articolato meglio, tipo: “Proponiamo di vincolare la retribuzione annua massima più alta ad un multiplo della retribuzione più bassa pagata in azienda, e di aumentare il multiplo con il numero di dipendenti in azienda, in tal modo da creare un incentivo per una più equa distribuzione reddituale nella società ed in azienda ed un incentivo verso la creazione di posti di lavoro, anziché della loro eliminazione. Siamo aperti a discussione nella definizione del fattore, ma imaginiamo che possa essere collocato nell’ordine di grandezza di 10x per aziende fino 10 dipendenti e di 50x per aziende con oltre 10 mila dipendenti.” (10 e 50 o altri numeri). Chiaramente si potrebbe intervenire anche semplicemente sul lato fiscale, rendendo la parte eccedente indeducibile, per ottenere lo stesso risultato in modo meno plateale.
  2. Vietare le stock options è inutile e sa di populismo: grazie all’eliminazione molti anni fa dei vantaggi fiscali nel utilizzare stock options queste sono praticamente irrilevanti sul mercato di lavoro europeo e sono spesso e facilmente sostituiti da altre forme di incentivazione come opzioni virtuali o quello che alcune aziende chiamano “phantom shares”.

#4

Va promossa e riconosciuta ai lavoratori la possibilità di organizzarsi liberamente in sindacati sovranazionali…(tutelati dallo statuto europeo dei lavoratori).

Togliere ogni riferimento ai “lavoratori europei” il rischio è che i lavoratori non cittadini europei subiscano discriminazioni. Insomma è la legge che deve essere europea e non i lavoratori.